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Stop alla “cattiva” mescolazione

Non passa giorno che i guai causati da una cattiva mescolazione del calcestruzzo non ci presentino il conto, eppure nulla si fa per porre un rimedio a questo stato di cose. Anzi, sembra che tutti remino contro allontanandosi sempre più da una soluzione facile, vicina, davanti agli occhi di tutti ma che nessuno ha il coraggio di affrontare e risolvere una volta per tutte.

Si sono pretesi controlli e certificati di tutti i componenti del calcestruzzo, si è richiesta la certificazione dell’impianto di betonaggio ma purtroppo nulla si è fatto per dare, anzi per imporre, un preciso e certificato sistema di mescolazione dei componenti.
Componenti di cui è facile verificare tutti i costi e gli sforzi a monte per l’ottenimento della loro idoneità, componenti così accuratamente controllati e certificati (…), selezionati con estrema cura ma poi messi insieme (…) con estrema faciloneria tanto da causare, il più delle volte, la cancellazione totale delle buone caratteristiche tanto ricercate in essi.

Non è difficile imbattersi in cantieri dove si più osservare la riaggiunta in autobetoniera, da parte degli stessi operai del cantiere, di vari prodotti quali fibre di acciaio o in polipropilene, additivi ritardanti o acceleranti e quant’altro.

Quale sarà il risultato finale di quel calcestruzzo la cui mescolazione è stata affidata a un mezzo di trasporto? Sì, un mezzo di trasporto (perché l’autobetoniera è considerata solamente tale) alla mercé di un autista che, a suo insindacabile giudizio, la può manipolare e determinare i tempi di mescolazione (se così si possono chiamare).

Certamente davanti a queste affermazioni ci sarà una “levata di scudi”, pronti a smentire in ogni modo e con ogni mezzo i fatti mostrati in questa pagina.

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