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Lettera aperta al Presidente del Consiglio Nazionale Geometri

Egr. Sig. Presidente,
 
sono un geometra di 73 anni diplomato a Genova al Vittorio Emanuele II; ho partecipato al congresso di Rimini, quale accompagnatore di un preside di un Istituto Tecnico per Geometri di Monza presso il quale conduco un corso di tecnologia del calcestruzzo. Sono infatti fondatore e presidente dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, fondazione non profit che ormai da 10 anni svolge sul territorio attività di ricerca, assistenza e formazione continua agli associati.
 
Sono rimasto molto deluso ed affranto nell’ascoltare, nei vari interventi che si sono susseguiti, le condizioni in cui versa il nostro glorioso titolo di studio: vivendo ancora oggi (con le mie aziende e con l’istituto) la quotidianità con tutte le enormi problematiche che presenta, non mi aspettavo certamente una situazione diversa, attendevo invece molto di più a livello di proposte e nuove iniziative a difesa di una professione che non merita certamente di trovarsi nelle condizioni in cui è.
 
Ho praticato solo agli inizi la professione del geometra nel vero senso della parola per poi dedicarmi in toto ai materiali da costruzione e più particolarmente al cemento e calcestruzzo, quindi cave ed aggregati, facendo di questo settore la mia vera e propria professione; importanti anche se non approfondite sono state le lezioni ricevute durante il corso di studi di chimica applicata ai materiali da costruzione e perché no scienze e quindi mineralogia.
 
Questo settore è completamente sguarnito, oggi con le nuove norme tecniche in vigore con decreto legge sono veramente introvabili i tecnici da dedicare alla gestione di una cava, alla certificazione e marcatura CE degli aggregati, alla conduzione professionale di una centrale di betonaggio, a tutti i controlli che imprese e direzioni lavori sono obbligati per legge ad effettuare.
 
Oggi questi lavori sono disattesi o peggio ancora in mano a pochi illuminati in un mare di persone, come accade sempre in questi frangenti, improvvisate ed incompetenti; come sempre il responsabile della qualità dell’impresa è l’ultimo assunto o meglio quello che svolge un’attività meno impegnata.
 
Al ministero stanno organizzando un osservatorio sul calcestruzzo, sono addirittura coinvolte forze dell’ordine come Guardia di finanza e Carabinieri per poter effettuare tutti i controlli necessari a garantire il rispetto della nuova normativa sulle costruzioni, visti i risultati ed i relativi costi, in Italia specialmente, del mal-costruire.
 
Ora è mai possibile che in un congresso dell’ordine professionale del geometra, dove è emersa così pesantemente da parte di tutti, ma in particolar modo da parte della scuola, la preoccupazione peraltro reale della caduta di iscrizioni al corso dei geometri, non si sia spesa una sola parola sui materiali da costruzione, tutti, non solo cemento e calcestruzzo naturalmente?
 
Forse avere sul mercato un professionista della certificazione dei materiali, un professionista dedito al controllo e alla progettazione di un calcestruzzo in centrale di betonaggio o nell’impresa o meglio ancora nelle direzioni lavori e perché no nelle forze dell’ordine demandate, non è produrre qualità, produrre ricchezza, trovare posti di lavoro ora scoperti o peggio in mano a improvvisati???
 
Perchè il Collegio Nazionale e la Scuola non guardano con più attenzione anche a questo!?
 
Rispettosamente,

Geom. Silvio Cocco

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