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Alla prossima disgrazia

Durabilità, parola magica che riempie la bocca di tutti coloro che in qualche modo si interessano di calcestruzzo; è il tema conduttore di tutti i seminari dei nostri giorni: ovunque si celebri un congresso, un seminario o qualunque altro convegno, argomento principale è la durabilità del calcestruzzo, questo grande sconosciuto, eppure da sempre si consumano montagne di carta e fiumi di inchiostro per far conoscere questo materiale.

Indubbiamente il mondo che gira attorno alle costruzioni è immenso e questo fatto può in un certo modo giustificare i fiumi di inchiostro e le montagne di carte, ma il persistere del mal-fare non può non far sorgere qualche dubbio del genere “ma poi si vuole o no ottenere questa benedetta durabilità?”.

Non è che per caso sia molto bello essere fra coloro che si fanno promotori di queste campagne, di questi congressi o seminari o sia molto bello salire in cattedra e pontificare sul come, sul quando, gongolarsi pieni di sé per essere stato quello che ha detto, o meglio ha detto di fare a molti che hanno inteso e capito felici quello che si deve fare, e poi tutti (ovvero chi ha pontificato e chi ha inteso il come) continuano insieme sulla vecchia strada perché in fondo quella è la strada che gli ha consentito il massimo del lucro, sporco ma pur sempre lucro (il guadagno nel vero senso della parola è pulito).

Solo in occasione di grandi disgrazie, solo davanti ai morti e solo per qualche tempo l’opinione pubblica si scatena e le autorità si muovono tutte in cerca di una vana gloria del momento, poi tutto si assopisce. Come per magia è stato sufficiente quel momento, quell’effimera gloria di aver alzato i toni, di essersi messo in mostra, di essersi fatto notare, poi si ritorna nel silenzio, nel silenzio più profondo, il più piccolo brusio può dare fastidio. Attendiamo nel silenzio la prossima disgrazia.

In un periodo di crisi come quello attuale non è difficile trovare un Rck.30 a 46,00 euro: è una quotazione possibile, una quotazione che si trova abbastanza sovente, chi compra un calcestruzzo a questo prezzo solitamente non è uno sprovveduto o almeno non dovrebbe esserlo, eppure lo acquista, non lo sfiora minimamente l’idea che con quel prezzo non si coprono nemmeno le spese; è convinto di aver fatto l’affare dell’anno, se poi chi lo ha venduto non ci dovesse star dentro, come si è solito dire, sono fatti suoi.

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