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Lettera aperta a un Ingegnere

Egregio ingegnere,
dopo una vita trascorsa nel campo delle costruzioni e toccando con mano le manchevolezze più vistose, mi sono convinto che, per cercare di portare un contributo al superamento delle deficienze di questo settore, bisognava creare quello che poi è stato l’Istituto Italiano per il Calcestruzzo. Da sempre il “driver” per la produzione del calcestruzzo preconfezionato è stato il prezzo e non la qualità che veniva perciò a dipendere dal primo, ed a ciò si poteva (si può) aggiungere una mancanza di figure adeguatamente professionalizzate per condurre gli impianti. È con queste premesse che nel settembre 2004 è stato costituito l’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, con la volontà di perseguire e, possibilmente, risolvere i tre temi principali che mostravano lacune. Più precisamente:

 

  • la diffusione della cultura sul calcestruzzo;
  • l’assistenza verso chi produce calcestruzzo;
  • la ricerca da riversare a 360° in questo settore.

Ormai da cinque anni svolgiamo quest’attività e questi anni ci hanno dato la conferma che il nostro operato ha rispettato le premesse che ci avevano guidato: gli operatori del settore che si sono associati al nostro Istituto hanno ottenuto il massimo in fatto di successo (inteso come “non guai”) in tutti quei cantieri, centrali di produzione di calcestruzzo preconfezionato, stabilimenti di prefabbricazione in cui hanno avuto come partner tecnologico I.I.C. Abbiamo progettato calcestruzzi normali, tradizionali ma anche calcestruzzi particolari per le prestazioni più inusuali. La nostra presenza, la nostra sorveglianza, il nostro presidio del cantiere hanno aiutato la buona riuscita dell’opera. I corsi di formazione organizzati, a contenuti tematici, hanno sempre avuto una partecipazione interessata delle varie figure professionali e si sono aggiunti ai corsi che teniamo annualmente negli istituti per geometri. Questi ultimi sono la nostra più grande soddisfazione perché ci hanno permesso di far calare i corsi di studio regolari su temi pratici della vita di cantiere o di centrale e di consentire ai giovani geometri di apprendere il mestiere di tecnologo del calcestruzzo. E senza andare nel super-tecnologico li rende capaci di ben operare sul mercato delle costruzioni. La ricerca ci ha permesso di introdurre, per primi sul mercato, la tecnologia delle pavimentazioni post-tese, di formulare prodotti tipo l’Aeternum, che ha aperto con successo la strada per affrontare in maniera forte e decisa tutti i problemi della durabilità ed oggi, di aver iniziato e spinto la nostra ricerca sulle nanotecnologie, ci sta aprendo nuovi ed importantissimi orizzonti. Tutto questo, oggi, è a Sua disposizione.

Le Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni prevedono una diretta Responsabilità del Direttore dei Lavori su progettazione, controllo e gestione del calcestruzzo dei cantieri sotto la sua responsabilità. L’I.I.C. mette la sua struttura a disposizione dei Direttori dei Lavori, in forma associativa, ciò permette di vivere la Sua professionalità con più tranquillità laddove il testo unico recita:

  • deve accertare preliminarmente, come indicato al paragrafo 11.2.8
    delle NTC, che il calcestruzzo fornito sia conforme al processo industrializzato
    (FPC, Factory Process Control) e che la fornitura sia
    accompagnata dal certificato rilasciato dall’organismo di controllo
    autorizzato dal Ministero; in mancanza di questa documentazione
    il DL deve rigettare la fornitura del calcestruzzo.
  • deve eseguire il controllo di accettazione del calcestruzzo in corso
    d’opera; a questo proposito al paragrafo 11.2.5.3 delle NTC si
    precisa che “Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va
    eseguito alla presenza del DL o di un tecnico di sua fiducia che provvede
    alla redazione di apposito verbale di prelievo e dispone l’identificazione
    dei provini mediante sigle indelebili, etichettate individuabili;
    la certificazione del laboratorio prove materiali deve riportare il
    riferimento a tale verbale”;
  • deve verificare, con prove distruttive e non distruttive che il valore
    medio della resistenza del calcestruzzo in opera sia almeno eguale
    all’85 % del valor medio della resistenza di progetto come richiesto
    dal paragrafo 11.2.6 delle NTC.

L’I.I.C. è in grado di qualificare e certificare i produttori del calcestruzzo oltre a tutti i materiali indispensabili per la sua produzione e che arriveranno sul suo cantiere; può quindi diventare un suo aiuto qualitativo nella scelta del suo fornitore. I.I.C. sorveglierà per Lei la qualità del calcestruzzo che entrerà nel suo cantiere ed eseguirà tutte quelle prove necessarie a confermare la qualità del calcestruzzo in fase di posa in opera, eseguirà i prelievi dei cubetti, ne controllerà la maturazione, eseguirà le rotture alle scadenze prestabilite e fornirà una certificazione di quanto il suo cantiere ha ricevuto. La presenza continua dei tecnici dell’I.I.C. nel suo cantiere sarà il deterrente più importante affinché la qualità richiesta sia raggiunta ed ovviamente nel rispetto dell’attuale D.M. sulle Costruzioni. A nostro parere l’unione degli sforzi tra chi come Lei è depositario di tanta responsabilità e quelli come noi che hanno dedicato parte della loro vita lavorativa a perseguire la qualità di cemento, calcestruzzo e aggregati potrà finalmente consentirci di affermare che il calcestruzzo è un prodotto da scrivere con la C maiuscola, che la competizione si basa sulla qualità e non sul prezzo e che la sicurezza che ne deriva sarà finalmente quella attesa da tutto il panorama dei clienti, siano essi pubblici o privati.

Silvio Cocco

 

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