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Tornando alla Premescolazione

È passato un anno da quando lo “Studio sulle differenze qualitative tra il calcestruzzo preconfezionato prodotto mediante premiscelatore (wet) e mediante carico diretto in autobetoniera (dry)”, effettuato dall’Istituto Italiano del Calcestruzzo, è stato presentato durante un convegno Ucomesa nel corso del Saie 2008 [1]. Oggi riteniamo opportuno, visto le discussioni che esso ha causato, fare alcune considerazioni aggiuntive sui risultati, non limitandoci al brutale confronto sulle resistenze meccaniche.

A PROPOSITO DELLA LAVORABILITÀ E RAPPORTO ACQUA/CEMENTO IN PRESENZA DI ADDITIVO SUPERFLUIDIFICANTE: prendendo a riferimento per i test un calcestruzzo con Rck=25 S4, di formulazione tipica e con la sola aggiunta di superfluidificante, lo studio ha messo in evidenza una sostanziale differenza di lavorabilità tra il calcestruzzo premescolato e quello prodotto a secco. In media, sui campioni di calcestruzzo premescolato, è stato rilevato uno slump del 49% superiore rispetto ai campioni di calcestruzzo prodotto a secco, a fronte però di un rapporto acqua cemento maggiore per quest’ultimo, nella misura dell’8%. In altre parole: il calcestruzzo premescolato ha maggiore slump con minor rapporto acqua/cemento. Ciò è dovuto, oltre che all’intima mescolazione della pasta cementizia, che frapponendosi in modo ottimale tra i granuli di inerte ne facilita lo scorrimento relativo, anche alla maggior efficacia del superfluidificante dovuta alla fine dispersione data dal premescolatore. Un risultato simile in tal senso era stato ottenuto anche in altri autorevoli studi [2]. Nel test effettuato dall’Istituto Italiano del Calcestruzzo la “forbice” tra lo slump del calcestruzzo premescolato e quello prodotto a secco si è allargata proporzionalmente ai tempi di trasporto dell’autobetoniera. Dopo 4 minuti di agitazione in botte lo slump del premescolato risultava del 32% superiore, ma dopo 20 minuti tale differenza risultava ampliata al 75% (slump del premescolato quasi doppio del secco).

A PROPOSITO DELLA PERMEABILITÀ: i campioni di calcestruzzo indurito sono stati sottoposti a test di permeabilità, e proprio questi ultimi hanno dato i risultati più sorprendenti, con un calcestruzzo premescolato che ha mostrato una permeabilità inferiore del 74% rispetto al calcestruzzo prodotto a secco. Poiché sono ben noti i meccanismi di degrado del calcestruzzo, soprattutto armato, che sfruttano la permeabilità, è chiaro che questo dato deve essere messo in stretta relazione con una maggiore durabilità delle opere.

A PROPOSITO DELL’ARIA INGLOBATA: la maggior agitazione dinamica dei componenti nel premescolatore non ha provocato un aumento dell’aria inglobata, anzi ne ha causato una riduzione, in misura variabile dal 10% al 25% a seconda della consistenza del calcestruzzo. Inoltre è possibile constatare una riduzione della dimensione delle bolle d’aria dovuta alla maggior efficacia del frangibolle contenuto nel superfluidificante.

PER CONCLUDERE: la qualità dei singoli componenti non è sufficiente a garantire la qualità del prodotto finale: occorre assicurarne anche l’intima mescolazione. Se infatti in un singolo punto il materiale non è omogeneo, quel punto può divenire il punto debole di tutta la struttura (sia esso un pilastro, un trave, ecc.), con le conseguenze che tutti possono immaginare. La corretta mescolazione del calcestruzzo richiede macchine specifiche (dette, appunto, mescolatori) che attualmente non sono previste nella stragrande maggioranza degli impianti di produzione in Italia, mentre sono di uso comune all’estero.

In questi tempi, doppiamente difficili per il settore delle costruzioni, sia a causa della congiuntura economica, sia a causa della cattiva luce gettata sul settore dagli elevati costi di manutenzione di opere realizzate anche in anni recenti e dal verificarsi di eventi disastrosi (alla base dei quali sono state accertate carenze qualitative dei materiali utilizzati), riteniamo di poter considerare la premescolazione come una tecnologia che possa contribuire a garantire la qualità del prodotto.

 

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